Giocare in A-Game nel poker | Cosa vuol dire

giocare in a game nel poker cosa vuol dire

Cosa significa giocare in A-Game? Lo ha spiegato egregiamente Matthew Hunt. Coach americano molto conosciuto nel mondo del poker, Hunt ha spiegato cosa significa davvero giocare in A-Game. Secondo l’esperto, non si tratta esclusivamente di una questione tecnica ma, anche e soprattutto, di mindset ovvero del modo in cui si procede all’organizzazione dell’assetto mentale di un giocatore di Poker.

Vivere nel presente e non pensare ad altro è l’unico modo per dare il massimo durante il gioco. Ma chi è Matthew Hunt? Matthew Hunt è un coach inglese professionista che, dopo anni ed anni di esperienza, non si stanca mai di sottolineare quanto fondamentale sia l’aspetto mentale per vincere a poker.

Secondo il coach, infatti, il modo in cui ci approcciamo al gioco è fondamentale e, molto spesso, è anche molto più importante di come giochiamo. Tali attività sono, tuttavia, estremamente collegate nel caso in cui l’obiettivo del giocatore sia mantenere, il più a lungo possibile, l’A-Game.

Ma cosa si intende con A-Game? Con “A-Game” si fa riferimento a quello stato mentale che consente ai giocatori di giocare nel modo migliore possibile, mettendo in ballo tutte le loro capacità e competenze. Nel momento in cui un giocatore si appresta a giocare in A-Game, i giocatori cercano di dare il massimo di quanto rientra nelle proprie possibilità.

Per molti giocatori è impossibile giocare sempre in A-Game e, per tale motivo, spesso si sente dire che una delle abilità più importanti che un giocatore di Poker deve avere è avere un ottimo B-Game. Ma torniamo al tema centrale del nostro articolo: Cosa significa veramente giocare in A-Game? Secondo quanto riportato da Hunt, molto spesso al campione è capitato di sentir dire ai propri studenti di aver giocato benissimo un torneo fino ad un certo momento. Secondo Hunt, tuttavia, tali dichiarazioni sono contraddittorie.

Giocare in A- Game richiede, infatti, un’attenzione particolare nell’osservazione di tutto ciò che accade all’interno del tavolo da gioco e, per tale motivo, non è possibile sprecare energie pensando al modo in cui si sta giocando. Il discorso portato avanti dal giocatore esperto è davvero molto semplice.

Secondo Hunt, nel momento in cui si gioca in A-Game, si dà tutto e, di conseguenza, è impossibile avere il tempo di pensare a come si è giocato fino a quel momento. Il giocatore che gioca in A-Game, dunque, non rimuginerà mai sulle mani passate. Egli si occuperà di queste ultime in una fase successiva, nel momento in cui la sessione sarà finita.

La maggior parte dei giocatori tende a cadere nella famosa trappola dell’”imparare giocando”. I giocatori potrebbero, infatti, esser convinti di aver fatto un errore su cui continueranno a riflettere cercando di capire cosa hanno sbagliato.

Tuttavia, secondo Hunt, nel momento in cui si gioca in A-Game, i giocatori sono in possesso di un livello di sicurezza in se stessi e di concentrazione tale da non preoccuparsi delle mani passate dedicando attenzione a queste ultime solo e soltanto nel momento in cui esse influenzino il comportamento futuro degli avversari.

Dedicare attenzione alle mani precedenti crea, infatti, sentimenti negativi o positivi che possono influenzare il gioco in A-Game rendendolo impossibile.

La maggior parte dei giocatori potrebbe chiedersi come sia possibile isolarsi mentalmente per poter pensare a nient’altro che al presente. E’ proprio qui che entra in gioco la mindfulness, ovvero una tecnica di meditazione, utilizzata da una quantità sempre maggiore di giocatori, la quale ha effetti consistenti sulla definizione del mindset.

Con il termine “mindfulness” si fa riferimento alla meditazione della consapevolezza, ovvero al vivere ogni momento pensando esclusivamente al qui ed ora. Chiaramente tale approccio si sposa perfettamente con il concetto di A-Game, ovvero con l’idea del gioco come possibile solo nel momento in cui ci si concentri sul presente.

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Giocare in A-Game: l’importanza della mindfulness

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Secondo quanto riportato dal coach professionista Matthew Hunt, la mindfulness è unatecnica di meditazione estremamente utile per quei giocatori che vogliano giocare in A-Game in quanto si basa sul principio della concentrazione sul qui ed ora. Tuttavia meditare non è semplice.

Il campione stesso afferma, infatti, che più tempo si passa a ciò che non riguarda la mano che si sta giocando e maggiormente debole sarà la performance finale. I giocatori poco esperti, tuttavia, fanno davvero tanta fatica nello sviluppo di un adeguato livello di confidence utile a lasciar fuori dalla mente le mani passate. Secondo il coach professionista, non esiste una soluzione semplice.

E’ possibile farcela solo ed esclusivamente tramite tempo, esperienza e studio. La soluzione per il breve periodo corrisponde, invece, a preparazione e mindfulness. Prepararsi ad una sessione di gioco in maniera precisa, ad esempio tramite l’esercizio fisico, può essere utile per tener pulita la mente da eventuali distrazioni.

La mindfulness, invece, insegnerà al giocatore come rimanere nel momento in cui si sta giocando, anche nel momento in cui non si sia esattamente sicuri delle proprie decisioni.

La proposta del coach Hunt per prepararsi al gioco dedicandosi a minfulness e ad una routine utile a liberare la mente, è sicuramente alternativa e può dimostrarsi realmente utile per aiutare il giocatore a diventare più concentrato, reattivo e, di conseguenza, più forte.

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